19 ottobre 2013 – 21:32
Quando il mio Sire mi ha parlato di Venezia mi sono ricordato di quando ero giovane.
Di quando ero giovane veramente, di quando trent'anni ce li avevo sul serio. Quando credevo che le mie fotografie mi avrebbero portato lontano e che quei noiosi servizi per i matrimoni e le foto ai vanitosi, ai sociopatici ed ai maniaci mi avrebbero portato al successo. In fondo, non lo so nemmeno io che cosa volevo.
Se per successo si intendono soldi non li ho mai desiderati. Odio i soldi ma amo molti degli oggetti che ci si possono comprare. Principalmente vestiti di ottimo taglio e scarpe italiane.
Se per successo poi si intende essere sempre al centro dell'attenzione, non credo di poter sopportare il fatto che la mia vita diventi di dominio pubblico. Ho sempre preferito vivere quasi nell'anonimato... Nell'ombra. Ah-ah-ah.
Se per successo si intende il poter fare ciò che si vuole semplicemente per la propria posizione... Allora è un altro discorso. Come quel pazzo che andava di moda quando ero giovane... Come cazzo si chiamava? Andy Wor... Andy Werhol... Bah.
Volevo solo essere libero, in realtà. E adesso lo sono, nella maniera più assoluta.
I miei genitori sono morti. Tutti quelli che conoscevo sono morti.
La società che conoscevo è morta e se adesso voglio entrare in un locale e scoparmi il primo stronzo che capita e poi andarmene posso farlo. Posso anche ucciderlo. Cazzo, ho i brividi solo a pensarci.
E' ora che mi sento vivo.
Comunque, adesso sono qui su questa specie di motoscafo... Lo chiamano vaporetto, credo.
Non ho idea di dove mi stia portando: non ho avuto un gran numero di informazioni, ma pare sia successo un bel casino. I giornali all'aeroporto dicono che un maremoto simile era totalmente imprevedibile, mai successo, un vero disastro. Il problema è che se sono qui potrebbe non essere un semplice fenomeno naturale.
Probabilmente il Sire ha mandato me solo perché conosco l'italiano, ma va bene così. Questa nuova infanzia cominciava ad essere fin troppo lunga. Adesso mi sento come uno di quegli adolescenti in gita scolastica, lontano da casa, che ha solo voglia di ubriacarsi, scopare e fare casino. Ma non è una visita di piacere, questa.
I Giovanni sono spariti. Non ce n'è nemmeno più uno in tutta la città.
Un bel colpo per la Camarilla a dire il vero... Sempre che sia veramente così. Ma non è così scontato che chi ha fatto fuori i Giovanni non voglia far fuori anche noi. Siamo stati mandati qui per indagare in merito, comunque, e da quel poco che so sui Giovanni spero di non dover andare a frugare nei loro armadi. Ci tengono davvero gli scheletri, quelli là.
Stiamo arrivando. Dovrò presentarmi al principe. Anche lui è un Ventrue...
Poco importa. Sarò un Nosferatu agli occhi di tutti. E' più sicuro, ha detto il mio Sire.
Certo, con tutti quei cazzo di problemi legati alla discendenza e alla nobiltà non mi sarei potuto spacciare per Ventrue. E poi quelle cose mi hanno sempre fatto un po' schifo. La nobiltà mica dipende dal nome, non si eredita. Che te ne fai poi? E' solo un titolo, ma loro ci tengono ai titoli. Alla storia, alla casata, a tutte quelle chiacchiere.
Dovrò andare a ringraziare il primogenito Nosferatu, ma non so nemmeno come si chiama.
Forse sarà lui che troverà me. Quelli sanno sempre tutto.
Vedo il molo. Mi sembra stiano arrivando anche altre barche. Cainiti?
Ma soprattutto chi diavolo è quell'idiota con il cappello da mago?
Un maremoto a Venezia? :O Ma Venezia stessa c'è ancora? XD Fingersi Nosferatu è bello.. ma forse ha le sue controindicazioni! Staremo a vedere.. Muahahah! Attendo con impazienza le prossime puntate :D
RispondiEliminaSi percepisce perfettamente lo spirito d'Armand sei stata geniale tesoro mio!!!!*.* assolutamente stima!un bacione <3 Nina
RispondiElimina